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Game Of Thrones premierè: Fine di un'era?

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serialfiller
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4 months agoSteemit5 min read

Se siete amanti delle serie tv, veri amanti delle serie tv non potrete non provare un brivido dinanzi al fatto che quella di domenica 14 Aprile 2019 è stata l'ultima premiere di sempre di Game of Thrones.

Il magone è sostanzioso e la malinconia si fa ancora più grande nel comprendere che questa stagione sarà composta da soli 6 episodi. Quello di domenica è già archiviato. 5 puntate e tutto sarà finito.

Tristezza.

Malinconia.

Nostalgia.

Sentimenti che si intrecciano come nodi di una corda troppo spessa per spezzarsi ma troppo corta per arrivare dove dovrebbe.

Allargando gli orizzonti ed espandendo il discorso possiamo dire con certezza che con la fine di Game Of Thrones terminerà un'era.

E' l'era della Golden Age della tv che è transitata nella peak tv. Quella che in maniera molto lineare ci ha portati da capolavori isolati come Six Feet Under, The Sopranos, The Wire a fenomeni mondiali come Mad Men e Breaking Bad.

Era l'epoca dei prestige drama, l'epoca in cui le piattaforme di streaming non ancora esistevano ed il binge watching un termine ancora da coniare.

9 anni fa assistemmo al pilot di Game Of Thrones, HBO aveva ancora fatto centro e nel corso delle successive stagioni avrebbe aumentato budget per ogni singolo episodio e l'hype per ogni singolo spettatore.

Era ancora l'epoca in cui aspettare pazientemente ogni singolo episodio, settimana dopo settimana, l'era in cui ad ogni premierè di stagione venivano affiancate migliaia di teorie, migliaia di presentimenti. Un'attesa nell'attesa che faceva parte del gioco e che in parte costituiva il fascino della serie stessa. Maggiore era l'attesa e maggiore era la portata dell'evento.

In questo GOT non ha mai avuto rivali.

Una volta che terminerà entreremo in una nuova era, una fase in cui il binge watching sarà la regola e la fruizione dei titoli, già adesso cambiata del tutto, approderà in una fase dominata da un nuovo standard. E allora difficilmente assisteremo ad eventi come questo, difficilmente una serie dominerà la scena sulle altre. Avremo sempre più titoli importanti, sempre più produzioni incredibili ma forse non avremo mai più eventi del genere, considerati sacri dagli appassionati.

Immagine priva di diritti di copyright

Domenica scorsa GOT è tornata dunque con la sua premierè portando con se apprezzamenti e critiche.

L'episodio è stato nel complesso eccellente ma ha evidenziato un paio di difetti imperdonabili.

E' stato un episodio introduttivo, preparatorio, il classico episodio di riepilogo, necessario dopo il marasma di eventi che aveva contraddistinto la settima stagione.

Per la prima volta in 7 stagioni abbiamo trovato sotto lo stesso tetto, nello stesso luogo decine di personaggi principali. E se fare un recap potrebbe essere considerato facile, fare un recap in GOT di questi tempi è impresa ardua.

E allora la serie gioca con i rimandi e costruisce un episodio circolare. Episodio che riprende gli eventi del Pilot della serie "Winter is coming" che 8 stagioni fa ci portava a grande inverno (e "Winterfell" è il titolo di questo episodio) per assistere tramite gli occhi di un bambino come Bran Stark all'arrivo di re Robert Baratheon. In quest'ultima premiere ad approdare è un altro esercito guidato stavolta da una regina, una Targaryean, con al seguito Dothraki e Immacolati e soprattutto 2 draghi.

Tyrion reincontra Sansa, Gendry rivede Arya, il Mastino anche.

Jon riabraccia una famiglia diversa da quella che aveva lasciato, una famiglia che scoprirà non essere mai stata davvero quella che credeva.

Sam avrà il compito di svelare il segreto più importante della saga e dopodichè nulla sarà come prima.

Nel frattempo gli estranei non si vedono ma incutono paura e sono presenti, nascosti in ogni dialogo, in ogni sguardo di paura di chi sa che contro i non morti sarà impossibile spuntarla a meno di miracoli. La guerra per il trono, la guerra tra casate diverrà ben presto una guerra fra vivi e morti per la sopravvivenza e il dominio dei sette regni, non intesi come scalata al potere ma come opportunità di continuare a respirare e vivere.

I dialoghi sono troppo sbrigativi e spesso banali.

Non ci sarebbe nulla di male se solo non fosse che parliamo di reunion che attendevamo da anni e di momenti che da soli avrebbero potuto occupare interi episodi.

Vien da chiedersi allora perchè puntare tutto su 6 puntate soltanto quando di carne al fuoco ve ne era ancora tantissima.

I dissidi e i tormenti, i detti e i non detti, i momenti sospesi e irrisolti, le vendette frenate e le paci mancate, che ritroviamo o speravamo di ritrovare nelle accoppiate Arya - Mastino, Bran - Jon, Sam - Danaerys, Tyrion . Sansa e cosi via occupano pochi secondi a testa e vengono liquidati con fretta.

Assistiamo al volo di Aegon Targaryaen/ Jon Snow sul drago, al ritorno di Jamie, all'approdo della compagnia dorata è vero ma tutto sembra perdersi in nome della fretta.

Un peccato mortale per una serie che avrebbe di che crogiolarsi e raccontarsi per essere sempre un gradino sopra qualunque altra cosa apparsa sulla terra affollata della tv mondiale.


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