New to Busy?

Panda e Camaro

6 comments

sbarandelli
60
last monthSteemit5 min read

P1010278.JPG

Sono nel blu.
Cosa? Con chi parla?
Sono nel blu, volo.
Sig. Vittorio, dove si trova?
Succede che sono sulla mia Panda e guido in autostrada verso Torino, in Arizona.
Torino, nell’Arizona?
Si. Sono tranquillo. Poi volo. Non subito, ma dopo una trentina di chilometri.
L’aria mi sferza le guance. Ciao aria.

Saluta l’aria?
Si, dottore, spesso, ma soprattutto quando volo.
Ma prima cosa succede, sulla Panda?
Guido, vedo nella pianura i bisonti, le pecore e l’uscita per l’Ikea.
Ikea?
Cosa significa, dottore?
Vada avanti. Guida e poi?
Mi sorpassa prima un tir, poi una Jeep, ah! Ecco! Poi mi sorpassa un pellerossa a cavallo con l’arco che insegue un bisonte.
Bene.
Bene? Perché bene?
Il pellerossa è segno di disponibilità al diverso da lei.
E l’arco?
Nei sogni l’arco significa spesso risolutezza.
Spesso. E le altre volte? Quando non significa risolutezza?
Allora significa tensione e fallimento.
Grazie dell’incoraggiamento.
Continui a raccontarmi il sogno, la prego.

La Panda viaggia bene, un po’ lenta. Incrocio alcune grandi auto americane.
Una di queste è una Camaro Chevrolet Coupé, bianca, bellissima. Sopra c’è un tipo con uno Stetson in testa. Mi guarda e ride. Cosa significa lo Stetson, nei sogni?

Non lo so. Freud non conosceva la marca Stetson. Se lei avesse sognato un Borsalino, le avrei saputo dire.
Quello sulla Camaro ride di me. Della mia Panda. Improvvisamente sento un rancore forte crescere. Faccio inversione a U e lo inseguo. Contemporaneamente, l’indiano sul cavallo, anche lui fa inversione a U e insegue insieme a me la Camaro e l’uomo con lo Stetson. Siamo alleati. Mentre lo inseguiamo il pellerossa mi offre, affiancandomi, al finestrino, della carne affumicata di bisonte e un ovetto Kinder.
E mi dice se, per cortesia, gli do la sorpresa dell’ovetto.
Guidiamo rapidi, il cavallo va quasi più veloce della Panda.
Io apro l’ovetto, mentre sto attento alla strada. Spezzo il cioccolato e dentro c’è una sorpresa.

Cos’è?

Un biglietto per la prima della Turandot alla Scala di Milano. Lo passo al pellerossa, sempre viaggiando. Lui è felice e intona con voce da tenore un’aria della Turandot.

Buon segno.

Come? La Turandot è una tragedia.
Si, ma la scala è qualcosa che va verso l’alto.
Va bene. Poi tutto succede in un vortice di immagini che nel mio ricordo sono sfuocate. Il cavallo galoppa a fianco della Panda; il pellerossa mi fa segno di uscire dal finestrino e saltare sul cavallo con lui.
Io abbasso il finestrino, abbassandolo il finestrino si ingrandisce e io sguscio fuori.
Il pellerossa canta e dice di chiamarsi Toro Seduto, ma precisa che è il nipote di quello più famoso. Mi afferra e mi trovo a galoppare seduto dietro Toro Seduto, inseguendo la Camaro Coupé.
Guardo la Panda. Vedo che rimpicciolisce e si trasforma in un carrello della spesa della Coop.
Ora galoppiamo all’inseguimento del tipo con lo Stetson.
Galoppiamo?
No, d’improvviso Toro Seduto tira un pelo della criniera e muove un orecchio del cavallo e oplà! Spuntano ai lati, sui fianchi del destriero due grandi ali bianche e, misericordia! Dottore, io volo!

Lei è fortunato.

Perché?
In Cina, questo è l’anno del passerotto.
E allora?
Approfondirò. Continui.

Mi tengo abbracciato a Toro Seduto per non precipitare e improvvisamente sento la voce di mia mamma che mi dice:” Il caffè è pronto, Vittorio!” “Mamma, non posso, sono con Toro Seduto e Pegaso.” “Invita anche loro, su, che si raffredda”
Per una frazione di secondo, io, Toro Seduto e Pegaso ci troviamo nella hall del Plaza e sorseggiamo un buon caffè con mamma. Ma poi c’è del sangue per terra che allaga il pavimento e uno Stetson che galleggia sul sangue.

Caro amico, il sangue è indicazione di una buona bevuta di vino, stia tranquillo.

Grazie, mi rincuora, anche se non ci capisco niente di quello che dice.

Ogni nostra seduta, arricchisce il suo patrimonio genetico.
Eh???
Vada avanti.

Di nuovo in volo con Pegaso. Sotto la grande pianura dell’Arizona e a sinistra la Mole Antonelliana, nella foschia del caldo. E più avanti la Camaro.
Il cavallo punta verso il basso e in un nanosecondo entra nel finestrino della Camaro.
Il cavallo passa da finestrino a finestrino e Toro Seduto indossa lo Stetson. Mi salutano, mentre io guido la mia prima Camaro Chevrolet Coupé. Fantastico. Sono felice.

E l’uomo?
L’uomo?
Quello dello Stetson.
Non ricordo.
Pensi, provi a ricordare,
Si, si, è al mio fianco, ha delle bellissime gambe e suona il banjo. Mi dice che aspettava il mio arrivo, che sono il suo Principe Azzurro, che non aspetta altro che andare all’Ikea con me.
La seduta è finita.
Ma come sto?

Camaro e Panda sono le due facce della sua personalità discontinua, il cavallo è il desiderio di tornare a gattonare a quattro zampe, Toro Seduto è il ritorno alla passione per i film western che era nel DNA di suo babbo, mentre il volo sta a indicare che farà un viaggio in aereo.
E l’Ikea?
Sarà un viaggio in Svezia.
Grazie, dottore.

La foto è dell'autore
Con questo racconto partecipa a Theneverendingcontest n. 55

Comments

Sort byBest