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Scrivere per un pugno di dollari? No, per molto di più!

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miti
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8 months agoSteemit4 min read

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Un saluto a tutti,

uno degli argomenti più controversi in questo periodo è sempre lo stesso: si può continuare ad avere la voglia di scrivere per queste piattaforme se la prospettiva è quella di guadagnare, nella migliore delle ipotesi, qualche dollaro?

Non mi riferisco solo alla blockchain di Steem con tutte le sue applicazioni riguardanti il social blogging (@steemit, @partiko, @esteem, @steempeak, @busy ecc.) ma anche a Trybe.one e tutti i "cloni" di steemit, oppure scorum e tante altre piattaforme che sono spuntate come funghi dopo il successo iniziale del capostipite.

Ne avevo già parlato tempo fa in maniera superficiale in questo articolo "Pagati per scrivere: idea fallimentare, perdita di entusiasmo o fase interlocutoria?", che toccava tematiche più ampie, mentre oggi vorrei soffermarmi maggiormente sull'aspetto puramente economico della questione.

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Secondo me quello che non viene compreso o su cui non si focalizza l'attenzione è la visione prospettica della questione. Mi spiego meglio.

Oggi Steem vale circa $0.28 ed è questo il punto cardine di tutto il ragionamento che bisognerebbe fare, perchè scrivendo un articolo che guadagna 1 STU secondo le regole del nuovo Hard Fork noi andremmo a guadagnare il 75% di questa cifra, quindi 0.75 STU.
Siccome Steem è sotto il Dollaro e anche di parecchio e l'SBD print rate è pressochè pari a 0, questo si traduce in una reward così composta (considerando l'Internal Median Price pari a $0.35):

0.75 STU = 1.07 Steem + 1.07 Steem Power

Anche se l'Internal Median Price è diverso dal reale valore di mercato ($0.35 contro una quotazione di mercato di $0.28 e questo per volere dei Witness secondo un ragionamento che ritengo inutile affrontare adesso visto che non è il reale argomento di questo articolo), possiamo fare alcune considerazioni al riguardo.
Infatti oggi scrivere un articolo produce un reale guadagno di pochi dollari se non meno, ma in prospettiva per ogni STU guadagnato con un articolo otteniamo 2.14 tra Steem e Steem Power e questi sono al netto della curation.

Se il valore di Steem dovesse ritornare a $1 o anche a valori che fino qualche mese fa erano la normalità, quindi $4 o più, potrete ben capire che tutto il lavoro fatto per pochi dollari potrebbe tradursi in un guadagno ben più alto.
Un articolo che, come nell'esempio precedente, oggi guadagna $0.75 fra qualche mese potrebbe consentirci di guadagnare $2.14 con Steem quotato a $1, o addirittura $8.56 con delle quotazioni di $4.00.

Se vi sembra un ragionamento puramente teorico, vorrei ricordarvi che a Dicembre 2016 Steem aveva un valore di $0.03 ed è stato capace di arrivare a oltre $7 nel giro di solo 1 anno (Gennaio 2017).
In quest'ultimo caso il vostro articolo con rewards di $2.14 (tra Steem e SP) avrebbe prodotto un guadagno di $14.98 e capite bene che se le rewards fossero state superiori a 1STU questo valore sarebbe stato nettamente più alto.

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In tutta sostanza, cosa voglio comunicare con questo articolo?

Molto semplicemente che la lungimiranza è uno degli aspetti che non può essere ignorato se si decide di partecipare a questi social network che ci retribuiscono con il meccanismo dell'upvote.
Infatti è proprio in fasi come questa che si possono accumulare grandi quantità di Steem e Steem Power che ci consentiranno di avere un maggiore peso quando le quotazioni si riprenderanno (a patto che confidiate in questo).

Più Steem Power accumulati oggi, significa voti più pesanti che si traducono in maggiori compensi derivanti dalla curation quando le quotazioni torneranno alla normalità, senza considerare che si potrà anche decidere di incassare gli Steem accumulati qualora l'obiettivo fosse quello di monetizzare.

Se invece non si confida nella ripresa delle quotazioni, secondo me è ababstanza inutile starci su a pensare.. meglio dedicarsi ad altro.
Nell'articolo di ieri "Una criptovaluta vale l'altra? I fattori distintivi che le rendono uniche." parlavo di "Visione", cioè un progetto nel quale credere.. ecco, se non credete in quel progetto secondo me è inutile pure stare a parlare di quotazioni, di scrittura e di tutto il contorno ma sicuramente sarebbe più produttivo concentrare l'attenziona altrove.

Molti oggi rimpinagono il fatto di non essere stati lungimiranti quando le quotazioni hanno toccato i minimi storici a dicembre 2016; oggi il treno sta passando nuovamente e ci offre la nuova possibilità di salire a bordo, sta solo a noi decidere se afferrare l'opportunità e provarci oppure vivere per una seconda volte nel rimpiano.

Io sono già a bordo... e voi?

Un saluto, Carlo

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