La svolta green non risparmia neanche le automobili d'epoca: il caso Aston Martin!

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10 days agoBusy5 min read

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CC0 Creative commons - Pixabay


Un saluto a tutti,

il titolo è molto eloquente e le parole utilizzate non sono state scelte con leggerezza, in quanto un vero e proprio caso è nato dopo la manisfestazione di volontà dello storico marchio automobilistico inglese Aston Martin di favorire la conversione delle proprie autovetture d’epoca all’alimentazione elettrica.

Il marchio Aston Martin è da sempre collegato ai bellissimi films di James Bond, in cui l’agente segreto 007 poteva contare su una stupenda DB5 accessoriata con i migliori gadget da spia tra cui la famosa cortina fumogena, lo spargiolio, la spargichiodi a tre punte il tutto per seminare gli inseguitori. Inoltre era anche dotata di scudo posteriore antiproiettile, l’utilissimo sedile passeggero eiettabile senza dimenticare la carrozzeria blindata e le targhe intercambiabili rotanti.

Detto questo, ve lo immaginate il famoso agente segreto scappare a bordo di un automobile elettrica? Questo è più o meno il sentimento dei veri appassionati dal marchio, inorriditi all’idea che queste fantastiche autovettura d’epoca possano essere convertite all’alimentazione elettrica.

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"Bond....James Bond” © 2017 Rossano aka Bud Care – Licensed under CC BY 2.0


Si chiama Heritage EV il programma della Aston Martin che ha come obiettivo dare la possibilità ai possessori di un'automobili d'epoca del marchio britannico di convertire il proprio motore a combustione (tecnicamente definito endotermico) in motore elettrico. So già che in molti vi starete ponendo la domanda del perchè dover ricorrere a un cambiamento così drastico e la risposta risiede nella volontà del marchio di contrastare ogni possibile futura limitazione alla circolazione delle automobili d'epoca e anche di renderle meno inquinanti, in quanto questi motori dalle grosse cilindrate a benzina non sono dotate del minimo dispositivo antinquinamento essendo inesistenti all'epoca della loro progettazione e costruzione.

Il programma non è ancora operativo ma nella fase test c'è stata già una prima "paziente" ad essere stata sottoposta alla cura dei tecnici per cambiare alimentazione: grazie al lavoro dei meccanici della Aston Martin Works di Newport Pagnell, una classicissima DB6 Mark II Volante originale del 1970 è stata convertita con successo ed ora è in grado di muoversi grazie all'energia elettrica.

I vertici della casa britannica hanno tenuto a precisare che il processo di conversione non è assolutamente definitivo e che nulla della struttura dell'automobile viene modificato, in quanto per operare il passaggio all'alimentazione elettrica viene rispettato il telaio dell'autovettura sfruttando i punti di ancoraggio del motore endotermico. Quindi in caso di ripensamento, il proprietario dell'automobile potrà tranquillamente far rimontare il motore originale senza che la vettura presenti alcuna modifica che ne abbassi il valore storico.

Ma come avviene la conversione?

Come detto, il nuovo motore elettrico dell'automobile è montato nello spazio originariamente occupato dal generoso motore 6 cilindri 4 litri a benzina e all’interno di una cellula autonoma sfruttando i punti di aggancio del motore endotermico attraverso una proceduta totalmente reversibile. Punto ancora sull'aspetto della reversibilità in quanto queste automobili d'epoca hanno spesso un valore elevato che verrebbe azzerato se ci fossero delle modifiche strutturali agli elementi originali.

Non ci sono ancora dettagli sulla potenza del motore elettrico che verrà installato o se ci sarà una scelta tra diversi propulsori, ne sull'autonomia delle batterie e dove queste ultime verranno installate, ma presumibilmente trattandosi di autovettura d'epoca non avremo batterie in grado di coprire lunghe distanze in quanto queste automobili non vengono utilizzate per questo scopo. In ogni caso, dopo il primo positivo montaggio con il prototipo della DB6 Mark II Volante trasformato con successo, il servizio Heritage EV di conversione da endotermico ad elettrico aperto anche ai semplici clienti dovrebbe avere inzio nel 2019, anche se non è stata ancora definita una data specifica.

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CC0 Creative commons - Pixabay


A inizio articolo parlavo di polemiche nate dopo questo progetto originato dall'idea dei vertici dell'Aston Martin soprattutto da parte degli appassionati del marchio che vedevano una modifica in tal senso un autentico "delitto". Un automobile d'epoca deve restare tale, questo il concetto che riecheggia maggiormente da parte dei cultori di queste autovetture, e questo nonostante la promessa delle modifiche reversibili; questo perchè il motore è una parte integrante (se non principale) di un'automobile d'epoca e andarla a stravolgere con un propulsore elettrico significa privarla di parte del suo fascino storico.

Insomma, a quanto emerge dai primi commenti un vero appassionato non ricorrerà mai a tale modifica, quindi quello dell'Aston Martin sembrerebbe un enorme buco nell'acqua. Onestamente anche io stento a capire il perchè di un tale sforzo (anche e soprattutto economico) nel cercare di andare a convertire delle auto che, seppure inquinanti, non sono in numero tale da poter impensierire le sorti ambientali del nostro pianeta; in un momento in cui il mercato dell'auto non gode certo di numeri esaltanti, sperperare risorse in progetti puramente accademici mi sembra un delitto anche superiore a voler intaccare l'integrità di un'automobile d'epoca.

Sono convinto che tale progetto non verrà mai reso disponibile alla clientela e finirà in un cassetto insieme ad altre idee bislacche che non hanno mai visto la luce.. voi cosa ne pensate?

Un saluto, Carlo


Fonte notizia: alvolante.it

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